Robitex's Blog

Ideas in the web

Pannello solare


Un numero praticamente bollente...

Un numero praticamente bollente...

Ebbene si, quel numero che si legge nell’immagine rappresenta la temperatura dell’acqua rilevata dal sensore dell’impianto solare installato sul tetto. Ben ottanta gradi ed è proprio vero che siamo nel mese in cui il sole è più forte.

Comunque state tranquilli, l’acqua non arriva ai rubinetti a quella temperatura poiché passa per il miscelatore termostatico… altrimenti sarebbero guai.
A risentirci.

5 risposte a “Pannello solare

  1. A.L. 31/07/2009 alle 14:23

    Ciao Roberto,
    da un po’ di tempo mi sto interessando al solare fotovoltaico e al solare termico. Riguardo a quest’ultimo, avrei alcune curiosità (e me le sto togliendo studiando), ma ti chiedo solo una tua impressione di tipo qualitativo.

    Considerando (volutamente in modo molto sintetico):
    1. la spesa iniziale;
    2. la manutenzione dell’impianto;
    3. il fatto che i pannelli sfruttano energia rinnovabile, che varia nel tempo e nello spazio (giorno-notte, estate-inverno, cielo nuvoloso-sereno, latitudine, esposizione, …);
    4. che magari si ha necessità di integrare l’energia solare, con quella ottenibile sfruttando fonti fossili: la tua esperienza è positiva?

    Ciao,
    Antonio

    • robitex 01/08/2009 alle 22:58

      Ciao Antonio, cercherò di risponderti brevemente:
      Un pannello solare sul tetto di casa da una bellissima sensazione di libertà ed indipendenza. Naturalmente quasi nessuno lo installerebbe se non funzionasse dal punto di vista tecnico economico.
      L’impianto si compone di uno o più pannelli che ricevono l’energia solare, un accumulatore dell’acqua riscaldata che fa anche da scambiatore di calore, una caldaia che sopperisce il sole nel periodo invernale ed una serie di valvole di regolazione comandate da una piccola centralina (a cui io ho fatto la foto per il blog).
      L’estate quando il sole è abbondante le valvole sono sempre aperte quindi l’acqua sanitaria utilizzata nell’alloggio proviene direttamente dall’accumulatore.
      D’inverno invece, le valvole sono chiuse pertanto l’acqua prima di uscrire dal rubinetto transita in caldaia per essere portata in temperatura, pertanto il pannello solare funziona da preriscaldamento.
      Il mio impianto solare è a circolazione naturale, il che vuol dire che non ci sono pompe nel circuito primario (quello che assorbe il calore solare). L’acqua circola per differenza di temperatura, per la massima semplicità e autoregolazione.
      Lo svantaggio è estetico perchè l’accumulatore deve essere praticamente vicino ai pannelli e quindi si vede.
      Per risolvere il problema occorre progettare l’intervento dal punto di vista architettonico, oppure se proprio non è la via percorribile, occorre scegliere un impianto a circolazione forzata dove l’accumulatore praticamente lo sistemi dove vuoi.
      Dovresti adesso sapere le risposte alle tue domande sulla regolazione dell’impianto e la questione della variabilità climatica.
      Manca solo il costo. Un impianto con due pannelli, accumulo da 300 litri e regolazione costa circa 4000 euro.
      Questa cifra orientativa può aumentare se ci sono da fare particolari opere di rinforzo delle falde specie in zona sismica, visto che sulla falda vai a mettere circa 600 Kg di peso in 4 mq, e diminuire con gli incentivi (all’epoca in cui ho fatto installare l’impianto solare la Regione Toscana mi ha riconosciuto circa 650 euro ma adesso credo che il contributo sia del 50% della spesa).
      Importante è quindi informarsi bene sulla documentazione da preparare e la procedura per ottenere i contributi.
      Quindi la mia esperienza è positiva. L’importante è dimensionare bene l’impianto e seguire attentamente tutte le fasi di progetto ed esecuzione.
      Per quanto riguarda la manutenzione ti posso dire che l’impianto (un Solahart 302 KF del 2006), necessità di una verifica da parte di un tecnico ogni 5 anni, quindi è praticamente zero.
      Verifica anche le condizioni d’uso nel senso che se ti assenti da casa l’estate diciamo per una settimana, non credo che il tuo impianto sia ancora utilizzabile. L’acqua non consumata raggiunge temperature di 95°C in pochi giorni, le valvole di sicurezza si aprono diverse volte e così devono essere sostituite. In questi casi occorre oscurare i pannelli con teli ben fissati e magari previsti dal produttore del pannello.
      Buon Sole ed a risentirci. Roberto.

  2. A.L. 02/08/2009 alle 00:12

    Ciao Roberto,
    ti ringrazio per la risposta. Chiarissimo!

    Per quanto riguarda il punto di vista tecnico/progettuale, ho raccolto molto materiale che riguarda: orientamento della superficie captante, tecnologie solari termiche, tipi di collettore e relativi rendimenti, benefici economici e ambientali, eccetera, e sto imparando a dimensionare piccoli impianti, ma è fondamentale conoscere le esperienze altrui, di chi ha un impianto e ne può valutare l’effettiva qualità e convenienza.

    Qua in Sardegna ho visto pochi impianti (in realtà non “giro” molto); tra questi, la capacità del serbatoio (dichiarata dai proprietari) era mediamente di 150 litri. Trattasi sempre di impianti a circolazione naturale, mai forzata.

    Interessante è il risparmio in energia primaria, se si usa il solare termico in luogo dello scaldabagno elettrico, evitando i vari passaggi: fonte fossile->energia elettrica->energia termica da conferire all’acqua. Pazzesco!

    C’è una cosa che hai scritto e che ha colpito la mia attenzione: “Verifica anche le condizioni d’uso nel senso che se ti assenti da casa l’estate diciamo per una settimana, non credo che il tuo impianto sia ancora utilizzabile. L’acqua non consumata raggiunge temperature di 95°C in pochi giorni, le valvole di sicurezza si aprono diverse volte e così devono essere sostituite. In questi casi occorre oscurare i pannelli con teli ben fissati e magari previsti dal produttore del pannello”. Buono a sapersi!

    Credo di aver scritto un po’ troppo.😀
    Se hai avuto la pazienza di leggere fin qui, grazie!

    Ciao,
    Antonio

  3. A.L. 02/08/2009 alle 00:33

    Dimenticavo: “Qua in Sardegna ho visto pochi impianti (in realtà non “giro” molto); tra questi, la capacità del serbatoio (dichiarata dai proprietari) era mediamente di 150 litri”. Se l’acqua non è sufficiente, entra in gioco la caldaia a gas (o quella a gasolio).

  4. robitex 03/08/2009 alle 08:42

    Direi che per un piccolo nucleo famigliare di tre persone 150-180 litri di accumulo con parecchio sole a disposizione può essere la taglia giusta d’impianto con un solo pannello da 2 mq di captazione.
    Si tratta dell’impianto più piccolo che probabilmente offre il minor tempo di ritorno dell’investimento che è comunque assai influenzato dalla quantità degli incentivi ricevuti, escluso i quali si aggira intorno a 6 anni.
    Valore certo approssimato ma che comunque è meno della metà di quello di un impianto fotovoltaico super incentivato in Conto Energia.
    Alla prossima.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: