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La Regione Puglia e Microsoft


Il fatto che la Regione Puglia consideri strategica l’innovazione tecnologica nell’ambito della Pubblica Amministrazione è molto importante. Evoluti servizi on-line possono notevolmente migliorare i servizi e la nascita di nuovi ambiti di sviluppo, nuovi progetti di partecipazione alle decisioni per esempio.

Proprio l’enorme importanza dell’argomento, si riflette direttamente nell’importanza degli strumenti informatici. Il software diviene il mezzo principale con cui innovare, dagli aspetti gestionali a quelli di comunicazione.

Dunque quali sono le caratteristiche del software richieste da questo progetto?

Il software ed i formati dei dati devono poter costituire una risorsa per gli utenti (cittadini, amministrazioni pubbliche, studenti, lavoratori), in grado di:

evolversi: stiamo quindi costruendo non più un solo punto di vista tecnico sui sistemi informativi ma anche una nuova visione biotecnica, dove gli organismi informatici vivono in un ambiente di rete che richiede loro nuove connessioni di scambio dati e nuove forme di elaborazione.

essere indipendente: le decisioni di progetto del sistema devono poter essere condivise, discusse, migliorate. Per garantire questo il codice deve poter essere liberamente consultato per capire esattamente come funziona. In altre parole, deve essere possibile dare uno sguardo approfondito del lavoro di sviluppo per poterne controllare in caso sia necessario, ogni particolare. L’indipendenza significa sostanzialmente sviluppo aperto.

utilizzare standard aperti: il formato dei dati è essenziale per la conservazione e lo scambio dei dati stessi, e questo per l’essenza stessa degli oggetti informatici, un aspetto quindi profondamente tecnico e di primaria importanza, per cui è essenziale rendere il formato indipendente da qualsiasi software specifico.

Chi deve costruire un sistema bioinformatico simile?

pluralità dei centri di sviluppo: lo sviluppo e la messa a punto (ingegnerizzazione) di un sistema per la pubblica amministrazione, deve selezionare il maggior numero delle migliori idee possibili. Caratteristica fondamentale è quindi la pluralità dei centri dello sviluppo software. Altrimenti si perderebbero inutilmente risorse di eccellenza che viceversa devono essere valorizzate.

Quanto costerà mantenerlo?

La cifra più piccola possibile: lo sviluppo software costa molto, ma aprendo a molteplici contributi volontari, costa assai meno.

Come può essere esportato anche in altre aree geografiche?

licenza libera: un software rilasciato sotto licenza libera può essere rapidamente riutilizzato in altri centri geograficamente lontani, anzi, ampliandosi il numero degli utenti, si ampliano sia i contributi allo sviluppo sia l’esperienza d’uso, e si riducono ulteriormente i costi.

Come fare in modo che sia messa in moto l’evoluzione dei componenti?

continuità e comunità: per garantire la continuità dello sviluppo e mettere in pratica gli obbiettivi propri di un arcipelago software in muta evoluzione, il centro di sviluppo ovviamente deve funzionare nel tempo. Inoltre continue sollecitazioni riguardanti nuove funzionalità o miglioramenti di quelle esistenti devono poter provenire dagli utenti, liberi di vedere i propri suggerimenti realizzarsi in una discussione aperta.

Conclusioni

Le aziende, e specie le multinazionali, impostano l’azione produttiva mirando direttamente o indirettamente ad ampliare i propri risultati economici e di mercato. Certo, il futuro potrebbe portare a nuovi ed inaspettati equilibri visto che si rendono urgenti una serie di profonde modifiche nel modo di funzionare della società umana.
Non sono contrario quindi ad accordi tra pubblica amministrazione ed aziende per portare avanti l’innovazione, purché quello che si fa abbia le caratteristiche imprescindibili che ho tentato di analizzare in questo post.
E probabilmente le associazioni e gli utenti del software libero non hanno tutti i torti a criticare la recente intesa tra Regione Puglia e Microsoft sull’argomento (consultate la Deliberazione n. 2571 del 23/11/2010).

Spero di aver dato anch’io un contributo ragionato alla discussione.
Vi segnalo anche l’interessante articolo sul sito della Stampa del professor Angelo Raffaele Meo.

Ciao ed alla prossima.

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