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La pericolosità sismica nella rete dell’INGV


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Database sismologici aperti

Non tutti sanno che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia mette a disposizione sul web non solo le informazioni generali sull’origine di terremoti e vulcani in Italia e nel mondo, ma anche i database sismologici storici ed attuali con i dati provenienti direttamente dalla rete dei sismografi.
Questo post vi aiuterà in qualche modo a consultare queste risorse ed a rendervi meglio conto di cosa siano le conseguenze dei fenomeni tettonici in evoluzione da sempre sul nostro pianeta.

Iside

Connessi alla home page dell’INGV trovate nel menù a sinistra la voce Banche Dati che vi apre lo sconfinato mondo dei dati geofisici più diversi.

Quello che ci interessa è per esempio ricercare i terremoti che si sono verificati in Italia nei primi due giorni di febbraio accedendo ad Iside, l’accesso ai dati strumentali della rete di rilevamento (circa 250 stazioni).
Cliccate in alto alla voce Terremoti->Localizzazioni. Si aprirà il form per eseguire l’interrogazione. Inseriamo l’intervallo di date dal 1/02/2011 al 2/02/2011, inseriamo il codice di controllo antibot (consiglio caldamente che vi registriate sul sito anche per sostenere le attività di INGV oltre che per evitare di reinserire ogni volta il codice) e premiamo il pulsante ‘Cerca’.

Il sistema mi restituisce ben 43 eventi sismici mostrati nella mappa sottostante, di cui solo 4 superano la soglia della magnitudo 2. Clicchiamo il pulsante “Mostra mappa” per constatare che tutti questi piccoli sismi, difficilmente rilevati dalla popolazione, sono accaduti sull’appenino centrale.
Tra l’altro la mappa è disponibile anche in formato vettoriale Postscript, in formato testuale CSV (Comma Separated Value), ed in kml il formato gestito da Google Earth.

Earthquakes from 2011/02/01 to 2011/02/03 in Italy

Earthquakes from 2011/02/01 to 2011/02/03 in Italy

Emidius

Nel sito emidius, sempre di INGV, potete invece consultare il database macrosismico che riporta le registrazioni storiche dei terremoti italiani tratte da documenti d’archivio, e che quindi si basano su testimonianze degli effetti prodotti dai terremoti.

Al solito, facciamo click sul link di menù sulla sinistra chiamato “Consultazione per località”, per elencare i terremoti storicamente registrati nella nostra capitale: Roma.
Selezionando la lettera R in alto e la città di Roma nell’elenco alfabetico che di conseguenza compare a sinistra, si vedrà la tabella con i dati delle registrazioni ed il grafico che vi riporto qui sotto:

Rome earthquake history

Rome earthquake history

Il progetto S1

Il progetto S1 è essenzialmente lo studio sulla pericolosità sismica su cui si fonda la nuova normativa tecnica italiana D.M. 14 gennaio 2008. Se volete visualizzare i dati della vostra aerea collegatevi al sito esse1. Cercate il comune digitandone il nome in basso a destra nel campo “Search Municipality”, poi cambiate la scala nel campo soprastante, diciamo 200.000 e fate click su “Change scale/center”. Poi attivate il basso il flag “Show the grid points with the value of:” e date un “Redraw the map” cliccando sul pulsante con la freccia circolare.
Quello che vi appare qui sotto è l’applicazione del procedimento descritto per il comune di Roma.

Seismic hazard for the Rome city

Seismic hazard for the city of Rome

Adesso prendete in alto a destra della pagina lo strumento d’informazione chiamato “Graph on the grid point” (click sul radio bottom) e selezionate un punto di griglia che compare nella mappa (quadratino colorato). Vi appariranno le curve dell’accelerazione sismica PGA con le probabilità di accadimento, per tre diversi valori del percentile (derivati dall’analisi statistica dei modelli adottati (sedici scenari)).

Infine, selezionate, sempre nello stesso menù, lo strumento “Disaggregation graph” e cliccate sul punto di griglia d’interesse. Appare un grafico che mostra per il sito in esame come si distribuisce la pericolosità con la distanza. Se il grafico mostra zone colorate concentrate entro una breve distanza significa che il sito si trova nei pressi di una faglia attiva, se invece vi sono aeree colorate più ampie, vorrà dire che la pericolosità deriva da regioni sismogenetiche lontane.

INGVterremoti

L’Istituto INGV ha perfino un canale YuoTube dove brevi filmati illustrano la genesi di terremoti e Tsunami ed le ricerche più recenti, come quella del video linkato qui sotto, relativo al sisma dell’Aquila, dove in tempi molto brevi utilizzando dati dai satelliti dei sistemi GPS, non solo si è riusciti a stimare lo spostamento del terreno causato dal sisma dell’Aquila (che si è abbassato di 20 centimetri in accordo al tipo di faglia di tipo normale) ma, soprattutto, si è riusciti a mettere a punto un modello confermato sperimentalmente della faglia di Paganica stessa.

Cosa significa tutto ciò?

La comunicazione scientifica via web è uno strumento importante almeno da tre punti di vista:
1- si tratta di informazioni utili immediatamente consultabili dagli utenti (studenti, ricercatori, amministratori, progettisti, incaricati di protezione civile e semplici cittadini);
2- è un incentivazione al lavoro scientifico stesso affinché non manchino i fondi necessari e non si chiudano le possibilità di attivare nuovi progetti di ricerca;
3- è la partecipazione e collaborazione tra sorgenti del sapere e comunità che sortisce effetti senza dubbio importanti sulle scelte.

Se si parla di rischio sismico, abbiamo gli strumenti per valutare la pericolosità ed intervenire opportunamente in prevenzione sul patrimonio edilizio. Solo in questo modo il paese si svilupperà nel verso giusto avvantaggiandosi opportunamente delle conoscenze scientifiche e tecnologiche invece di ignorarne l’esistenza.

Pensare al pianeta in termini della sua struttura tettonica complessiva è una dimensione nuova che convive con la quotidianità fatta dei problemi dello studio, del lavoro e della famiglia. Forse ci stiamo avvicinando ad essere un umanità mutata che vede il pianeta non più come una sconfinata distesa oltre i dintorni in cui ognuno vive, ma come un luogo dove si è tutto e parte, dove l’orizzonte si sposta fuori da noi stessi per abbracciare un intero pianeta.

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