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TeX, bello ed affidabile


Felicità

Sono proprio contento di TeX, un programma che ha già più di 32 anni di storia. I motivi derivano dall’esperienza nell’averlo utilizzato ormai dal 2007, quindi da quattro anni, per produrre ogni sorta di documenti, dalla lettera in serie ai fax, attività di “comunicazione epistolare”, ai documenti più importanti come le relazioni tecniche di progetto.

Soddisfazione

E proprio stamani un fatto conferma e testimonia ciò che offre TeX, professionalità dei documenti, forma tipografica impeccabile, vantaggi nella gestione informatica dei contenuti digitali (file di testo, immagini, grafica vettoriale, PDF ecc), ma anche affidabilità.
Un collega infatti, nel mezzo della mattinata, ha prodotto una specie di urlo, variegato e difficile da descrivere tipo “NOOoooOOoooOOO…” che si è diffuso per il corridoio, dovuto alla perdita di un documento scritto in Word (R) divenuto un ammasso di caratteri alieni. Peccato.

Affidabilità

Con TeX questo è assai difficile che si verifichi, infatti si gestiscono i dati nel formato più universale ed affidabile che si conosca: essenzialmente testo puro ASCII, che non solo garantisce di rimanere leggibile anche nel futuro, ma consente all’utente di adoperare un numero sbalorditivo di programmi diversi, da Blocco Note di Windows, agli editor più geek di Linux, come Vi ed Emacs, per la lettura.
Non c’è pericolo che il programma faccia a pezzi il file del documento ne che spariscano i programmi in grado di leggere i file. È questo che chiamo affidabilità.

Continuità

Se uso TeX e LaTeX da quattro anni, sono anche autorizzato, oltre che a sfoggiare un sorrisetto diciamo beffardo mentre allargo le braccia confermando che la relazione, il mio collega, la deve proprio riscrivere, a lanciare questo messaggio:

utilizzate TeX e compagni anche in ambito lavorativo ovunque voi siate e qualunque cosa stiate scrivendo!!!

In primis quelli che hanno scritto la tesi con LaTeX e che poi hanno ripiegato per strumenti più “visuali” e “veloci”, ma anche gli altri che devono redarre lettere aziendali, fatture od appunti, presentazioni ed insomma, tutto quello che deve essere, in una parola, professionale.

Dedica sorridente a:

Dedicato a tutti gli utilizzatori di TeX, che sanno come apprezzare le sfumature del sorriso e che forse si sanno spiegare quello enigmatico della Gioconda di Leonardo…

6 risposte a “TeX, bello ed affidabile

  1. ansys 13/05/2011 alle 20:14

    Utilizzate TeX e compagni anche in ambito lavorativo ovunque voi siate e qualunque cosa stiate scrivendo!!!
    Questo è vero, però bisogna pur tenere conto che in alcune aziende non sanno neanche cosa sia LaTeX. Dove ho fatto il tirocinio per la tesi usano solo Word, e così in tante altre aziende. Poi ovviamente subentra il discorso della compatibilità dei file, per cui non si può andare per conto proprio.

    Ciao
    Orlando

    • robitex 14/05/2011 alle 17:26

      Ammesso che TeX sia per le aziende una soluzione migliore di Word, perché non sostituirlo effettivamente?
      Altra domanda:
      I dipendenti non si stancano di produrre documenti che alla fine sono poco professionali e proiettano la sciatteria sull’immagine esterna dell’azienda?
      Qualità totale della forma e qualità totale del contenuto!!!
      Ciao e grazie per il contributo.
      R.

      • ansys 15/05/2011 alle 12:46

        TeX e LaTeX non vengono sostituiti perché non sono così conosciuti, e perché molti preferiscono la filosofia WYSIWYG.

        A questo è correlata anche la risposta alla seconda domanda: le persone non sanno dove sta’ di casa un “documento professionale”; tutto questo però, imho, è una falla che ha origine già nel mondo universitario dove non si insegnano corsi di scrittura tecnica e scientifica; in tanti appunti che ho avuto tra le mani trovo, tanto per fare un esempio, [kg] o peggio [Kg], invece di (kg), vedo parole enfatizzate in neretto invece che col corsivo, ho visto tesi scritte in calibri, insomma nella mia infinitesima esperienza ne ho viste di tutti i colori.

        Non ti nascondo che c’è in me la paura di dover, un giorno, usare per forza un word processor, e non LaTeX.

        Ciao
        Orlando

  2. robitex 16/05/2011 alle 09:23

    Certo, sono d’accordo su quanto dici. Io stesso facevo parte degli utenti Word/OpenOffice solo qualche tempo fa, e sono convito che moltissime persone non hanno le capacità di operare sui propri documenti in modo non visuale.
    In generale ho voluto riportare la mia esperienza di quanto il sistema TeX possa essere utile in ambiti professionali per migliorare sia la qualità dei documenti sia il processo informatico di gestione dei dati.
    In futuro il linguaggio TeX con l’ingresso di LuaTeX ha tutte le carte in regola per raggiungere una diffusione ancora maggiore, ma niente viene gratis: fare un buon lavoro costa sempre fatica ma non crediate che Word ve ne faccia risparmiare, anzi un ambiente di lavoro visuale induce a convincersi che si stia facendo un buon lavoro tipografico/informatico e non fa crescere.
    Ciao

    • Michele 27/05/2011 alle 16:08

      Per quanto riguarda la mia poca esperienza lavorativa, posso dire che la maggior parte delle persone è lavativa e non professionale….. immagina quindi stare a spiegare come funziona TeX od alcuni dei suoi figli.

      E’ una guerra persa in partenza.

      Mi dispiace…. ci dobbiamo rassegnare.

      Michele

      P.S. Eccheggiano ancora dentro di me le parole di Luigi Scarso(immortalate in questo video dal minuto 39:53) al Guit di due anni fa:- TeX fa fuori gli stupidi!!-. Ha totalmente ragione.

      • robitex 28/05/2011 alle 13:21

        Il mio punto di vista è un po’ diverso.
        Innanzi tutto ti ringrazio per il commento basato sulla tua esperienza lavorativa (che ti auguro possa essere sempre migliore).

        Credo che sia utile distinguere il fatto che le persone che lavorano tendono ad essere sciatti e lavativi, dal fatto che spesso (La)TeX sia la soluzione aziendale migliore per produrre documenti di qualità.

        La volontà di fare un buon lavoro spesso è negativamente influenzata dall’ambiente in cui si opera e dallo scarso (diciamo pure nullo) riconoscimento del merito. Questo è un problema dell’azienda non un problema di chi è stupido (e quindi viene “fatto fuori da TeX”) e chi no mentre la guerra va mossa non per la diffusione di TeX & C. ma per ristabilire le condizioni di sviluppo dei rapporti di lavoro.
        Ripensandoci, esortare all’uso di TeX indirettamente richiede il risanamento etico delle aziende per tornare a voler fare un buon lavoro.

        Certo, l’esortazione che ho fatto è esagerata (giusto per il riequilibrio) ed anche sbagliata perché può essere che sia una pretesa, ma è una richiesta di attenzione verso strumenti utili che richiedono questo si, di cambiare noi stessi.

        Ci sentiamo. Ciao
        R.

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