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Ritorno al futuro


Dopo tredici lunghi anni sono tornato nei luoghi della mia università.
E rivedere gli edifici, le rastrelliere per le biciclette, e quelle enormi bacheche, mi ha condotto in un particolare stato emotivo, quasi fossi salito su una macchina del tempo.

Un viaggio nel tempo non in direzione del passato ma bensì, paradossalmente, in quella del futuro.
I miei ricordi evidentemente di quel appassionante periodo sono ancora molto vivi, tanto che posso dire di conoscere ogni sasso, ogni gradino, ogni porta del luogo, a dimostrazione delle tesi sul concetto stesso di luogo di cui discutevamo allora.
E l’aria, le voci, i colori, i sapori di quello che ero si sono in un attimo sostituiti al presente.
Così, mentre osservavo la nuova segnaletica, le nuove sbarre di accesso al parcheggio interno, la lastra trasparente di protezione sovrapposta ai disegni degli studenti della contestazione, i nuovi arredi del bar di facoltà, gli studenti troppo giovani, mi è sembrato di percorrere una strada del futuro.
Un futuro di come potrebbe diventare la facoltà tra tredici lunghi anni, e che in realtà è il presente.
La nostra storia è emozione fatta di tempo.

La mediateca Carré d’Art


La Carré d’Art

Stranamente non avevo ancora visitato un opera di Sir Norman Foster fino a qualche giorno fà quando mi sono imbattuto nella mediateca/museo Carré d’Art. E come è naturale, vi riporto le mie impressioni.

La mediateca Carré d'Art ed il tempio Maison Carré

La mediateca Carré d'Art ed il tempio Maison Carré

La costruzione ed il sito

La mediateca si trova a Nîmes nel sud della Francia nella bella regione del Gard, e si affaccia sulla piazza della Maison Carré romana.

La foto che vedete testimonia come il nuovo polo culturale si confronti con il tempio romano del I sec. A.C. del tutto ben conservato, non certo con deferenza, ma alla pari: gli steli filiformi verso le colonne corinzie del tempio e un involucro di vetro verso i massicci paramenti murari su tre lati del tempio.

L’architettura

Eppure la mediateca non ha alcun potere evocativo quasi a lasciare libero il campo al visitatore che può così immaginare la storia possente al centro della piazza.

Entrando dalle porte girevoli, si assiste ad un attività incessante di persone che studiano o consultano libri o filmati, osservano l’arte presentata alla mostra o prendono qualcosa al ristorante della terrazza.

Le colonne in calcestruzzo armato dalla maglia regolare e gli impalcati dalle solette continue sono gli elementi evidenti ed essenziali che formano l’edificio. Rimane solo qualche riferimento leggero quasi grafico come quello dei brise soleil delle facciate in vetro, o quello del tepore colorato delle superfici levigate della pietra della gradinata esterna anche questa spesso affollata di giovani, ma niente di più a turbare la scarnezza del linguaggio.

Così, una tecnica moderna che gioca con la luce, accoglie le pensose attività culturali dei suoi indaffarati occupanti e dialoga, osando, con il tempio romano.

L'interno della mediateca

L'interno della mediateca

Alla prossima. Ciao.

Architettura dei sistemi operativi…


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Windows invece assomiglia alla lotta quotidiana per la sopravvivenza dove conta conquistare il maggior numero di terre e risorse per svilupparsi, e non ha quindi un’identità sottostante.
L’associerei al post modern dell’ambiente urbano di Las Vegas nello spirito del libro di Robert Venturi “Learning from Las Vegas”.

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