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Quello che non ti aspetti


Giorno dopo giorno

Sappiamo sempre quello che succederà. Semplicemente perché quello che accadrà dovrebbe assomigliare a quello che è già accaduto prima.

Non è forse un’estrapolazione, è paura del cambiamento unita al beneficio dovuto all’economia dell’abitudine.

Fino a che un fatto qualsiasi che non ti aspetti, anche banale come l’avviso di Microsoft della cessazione del supporto per Windows XP, sorprende perché finora non era accaduto niente di simile.

Una sorpresa, come tante che accadono, e che è dimostrazione di quanto siamo invece in errore. Ogni giorno. Quello che non è mai accaduto accade proprio per ricordarci che il futuro non è l’illusione che vive nei nostri desideri o pensieri.

Il futuro è qualcosa che non si conosce e realizzare quello che ci siamo ripromessi sembra un fatto incredibile, il futuro è qualcosa che nutre la nostra vita indipendentemente da come lo immaginiamo, ogni giorno.

endxp20140314

Come mandare Lua in crash


I software sono perfettibili, ed anche Lua, il bellissimo linguaggio di scripting, non è da meno. Guardate infatti cosa succede se si apre una sessione di Lua, digitando il comando lua, e dando l’istruzione seguente:

print(os.date('%G'))

Il formato ‘%G’ infatti non fa parte dei codici accettati per formattare la data di sistema ma… invece di ricevere il classico errore…

The Lua console open on a dangerous istruction...

The Lua console open on a dangerous istruction…

Lua crash Dialog on Windows after command execution

Lua crash Dialog on Windows after command execution


Dalle immagini potete riscontrare che mi trovo in Windows con Lua 5.1.
Buona estate, che finalmente è arrivata!
R.

Inviare pdf in modo sicuro


Attenzione: la procedura di messa in sicurezza di un pdf utilizzando la cifratura interna sembra essere non molto sicura.
Provvederò quindi ad aggiornare il post. Grazie.

Scarica l’articolo nel formato pdf per la stampa

Il problema

Con la diffusione di internet lo scambio di documenti avviene sempre più spesso tramite il servizio base della posta elettronica. Tuttavia i messaggi e-mail non sono sicuri ed i documenti che un tempo venivano consegnati o ritirati a mano con la sicurezza della fisicità, oggi possono essere letti da terzi con la violazione dei messaggi digitali che transitano su connessioni internet non protette.

Pensiamo al caso di una piccola azienda od un artigiano che ogni mese riceve nel formato PDF i moduli di pagamento F24 od i cedolini delle buste paga dei propri dipendenti dall’ufficio del commercialista.

Quasi sicuramente il testo del messaggio e-mail conterrà la classica dicitura sulla protezione dei dati personali secondo la legge sulla privacy, ma i documenti PDF allegati saranno invariabilmente in chiaro!!!

Cosa possiamo fare? Tornare a visitare i vari uffici per raccogliere di persona i documenti cartacei? Saremo costretti a prendere l’auto impiegando tempo ed inquinando ulteriormente l’ambiente urbano, anche se ne gioverebbero i rapporti interpersonali (il computer ci fa vivere in un mondo cerebrale…).

Una soluzione

La soluzione più robusta è quella di blindare il messaggio di posta elettronica garantendo non solo l’integrità dell’e-mail ma anche la sicurezza sull’identità del mittente. Ci si può rivolgere per esempio a software come GNUPG che fa esattamente quello che serve e di cui potete trovare una splendida guida in italiano di Mario Pascucci sempre valida e completa sia per Windows che per Linux.

Per usare GNUPG è necessario creare una coppia di chiavi, quella pubblica e quella privata, creare una password phrase per la sicurezza locale del sistema, utilizzare il sistema di server per l’upload della chiave pubblica, ed accertarsi fisicamente che la chiave pubblica del proprio corrispondente appartenga effettivamente a lui. Da quel momento sarà possibile crittografare i messaggi e pure firmarli digitalmente.

Tuttavia questo sistema mi sembra un po’ troppo. Direi quindi di sacrificare un po’ di sicurezza ma di acquistare semplicità concettuale rinunciando alla certezza del mittente del messaggio.

Una soluzione più comoda

Assumendo di voler trasmettere solo file PDF, li blinderemo con l’utility libera pdftk. Ecco quel che dovremo fare: preparare i due PC di mittente e destinatario e costruire una password robusta nota solo ad entrambi e cifrare/decifrare i documenti.

Se solo al mittente ed al destinatario è nota la password e se il destinatario riesce a decifrare correttamente il file pdf contenuto nel messaggio, allora possiamo ragionevolmente supporre che solamente i due soggetti hanno avuto accesso al messaggio (e quindi la comunicazione è sicura), e che il nostro mittente sia effettivamente colui che ha spedito il messaggio.
Diversamente vorrà dire che la password sarà stata violata in qualche modo. Dunque è essenziale che la password sia robusta e nota solo agli interessati, altrimenti tutta la procedura verrà inficiata.

Preparare il PC

Per preparare il PC basta installare pdftk. Assumendo che il sistema sia un pc Ubuntu è sufficiente digitare il comando:

sudo apt-get install pdftk

Anche per gli utenti Windows l’installazione è semplice: è sufficiente seguire la procedura descritta alla pagina ufficiale del pacchetto (si tratta di scaricare un file e scompattarlo in una cartella opportuna).

Scambiarsi la password

Una volta costruita una password robusta, per esempio ‘g456Wsa+dh’, annotatela su un foglio e recatevi di persona dal vostro corrispondente. Questo passaggio è essenziale perché come già detto, dalla sicurezza di questa password dipenderà la sicurezza di tutti i vostri documenti contenuti nei messaggi e-mail.
Se il corrispondente è geograficamente lontano potreste ricorrere al telefono od alla posta, con le modalità fantasiose che si possono inventare divertendosi (per esempio una specie di caccia al tesoro in cui la password viene suddivisa in due o tre tronconi e trasmessa con mezzi fisici diversi assieme alle istruzioni di montaggio, ma solo se il corrispondente mostra spirito goliardico).

Procedura operativa: cifratura

Sia mydoc.pdf il file pdf da trasmettere allora per cifrarlo a 128 bit aprite il Terminale (o la finestra di console di Windows) e digitate il comando:

pdftk mydoc.pdf output cryptmydoc.pdf owner_pw g456Wsa+dh user_pw IlMioNome

Fatto.

Si tratta di una normale sintassi per utility a linea di comando dove gli argomenti separati da spazi seguono il nome del comando da lanciare e sono strutturati in un primo gruppo costituito dal file di input e da un secondo gruppo composto dal nome da dare al file di output con le opzioni, separati dalla con la chiave ‘output’. Volendo elencare la sintassi potremo costruire l’elenco degli argomenti:

1 – il nome del file pdf da cifrare (nel nostro esempio mydoc.pdf);
2 – la chiave ‘output’;
3 – il nome del file cifrato (tipo ‘crypt_mydoc.pdf’) al quale va applicata la protezione con password (opzione owner_pw seguita dalla password) e l’attribuzione all’utente (opzione ‘user_pw’ seguita dal nome utente).

Procedura operativa: decifratura

Dal punto di vista del destinatario, una volta ricevuta l’e-mail con il documento pdf cifrato, potrà o aprirlo direttamente inserendo la password o riportarlo in chiaro per un utilizzo successivo più agevole, con il comando:

pdftk cryptmydoc.pdf input_pw g456Wsa+dh output mydoc.pdf

Finito.

Anche per questo comando un commento: il primo gruppo di argomenti è costituito dal file da decifrare seguito dall’opzione ‘input_pw’ a cui far seguire la password (altrimenti pdftk non potrà operare sul documento), mentre il secondo gruppo sempre separato dal primo con la chiave ‘output’, è semplicemente il nome da dare al pdf decifrato.

Alcuni screenshot dell’operazione

Ecco cosa viene mostrato se apriamo con Evince, il lettore di pdf predefinito in Ubuntu, un file pdf cifrato:

La richiesta della password per aprire il pdf cifrato con pdftk

La richiesta della password per aprire il pdf cifrato con pdftk

Nel seguente screenshot potete osservare una sessione di terminale per la cifratura ed una decifratura di un file pdf in Linux Ubuntu:

pdftk al lavoro nel terminale di Ubuntu

pdftk al lavoro nel terminale di Ubuntu

Nell’immagine seguente invece vi ho riportato il dialogo di proprietà di Acrobat Reader relativo ad un file cifrato con pdftk dove è chiaramente leggibile che ci troviamo davanti un documento blindato con cifratura a 128bit.

Il pdf è proprio blindato!

Il pdf è proprio blindato!

Evoluzione

Naturalmente vi sono modi di rendere il processo più comodo ed user friendly che convengono solo se si hanno un gran numero di file da gestire con destinatari diversi ognuno con password distinte. Penso per esempio ad un utility di spedizione ad interfaccia grafica che sfrutti un database, cifri i pdf, esegua gli invii dei documenti per e-mail e registri le trasmissioni. Con qualcosa del genere l’intera procedura diventerebbe non solo molto più sicura e professIonale ma anche molto più rapida ed efficiente rispetto alle soluzioni manuali caso per caso in chiaro.

Per approfondimenti sulle opzioni di cifratura offerte da pdftk consultate il suo manuale, mentre per il resto potete commentate il post per riportare esperienze e suggerimenti.
Bene, direi che siamo giunti al termine per cui vi saluto augurandovi buon lavoro!!!

Installare Kile sotto Windows


Procediamo con calma

Leggendo meglio un post che annunciava una nuova versione beta per Kile, uno dei migliori editor per LaTeX per gli utenti del pinguino, ho notato un link in basso, quello delle news. Dalla sezione delle news sono poi passato all’home page dello spartano sito di Kile dove con sorpresa ho notato che tra i sistemi operativi supportati compariva anche Windows, cosa che veniva confermata in ultima riga con la frase :

Kile can run natively on Microsoft Windows. Installation instructions can be found here.

Non che prima la cosa fosse impossibile, ma adesso diviene così semplice che…

I passi dell’installazione

Naturalmente è necessario che una distribuzione TeX (come MiKTeX o TeX Live) sia già correttamente installata sul sistema, dunque, le istruzioni si possono seguire direttamente dal Wiki dedicato. Di seguito vi riporto la procedura come l’ho seguita io.

Per prima cosa occorre installare un piccolo (ma ben fatto) programma dal sito The KDE on Windows Initiative, scaricandone l’eseguibile che svolge la funzione di installer. Costruito come un wizard, questo programma si è rivelato assai robusto presentando step a cui quasi sempre è sufficiente rispondere premendo il tasto Next lasciando così le impostazioni di default, tranne per scegliere il server di download, che ho impostato a http://www.winkde.org per usufruire delle versioni più recenti forse anche a scapito della velocità di download, e per selezionare i due pacchetti Kile, dato per una versione del 2 gennaio 2011, e kdebase-workspace come potete vedere nello screenshot qui sotto.

A package selection step on the KDE installer

A package selection step on the KDE installer

Evviva, Kile è sbarcato su Windows!

Terminate le fasi dell’installazione (la più lunga è quella del download dei file), l’editor si potrà avviare immediatamente dal menù Start di Windows Xp o di Windows 7, nel gruppo Office della voce KDE 4.5.4 Realese ed eccolo in splendida forma:

Devo dire che fa un certo effetto vedere il carattere backslash nei percorsi di configurazione: Kile è effettivamente sbarcato su Windows…
Alla prossima!

Leggere la directory corrente con lualatex


Certi compiti difficili…

In LaTeX si sa, certi compiti sono particolarmente difficili, altri, forse, impossibili. Uno di questi è inserire nel documento la directory corrente. Non che sia indispensabile, anzi, direi che leggere il path del file nel documento solo perché si pensa che un giorno possa essere utile per ritrovare il file, penso sia poco elegante. Comunque…

Risolvere con lualatex

Compilare un sorgente LaTeX con lualatex comporta solo lievi modifiche, e la possibilità di far eseguire codice Lua attraverso la nuova primitiva \directlua{}.
Di per se Lua non offre sofisticate librerie per l’accesso al disco, così occorrerebbe installare la Lua File system Library installabile in Ubuntu con il relativo pacchetto nel repository universe chiamato liblua5.1-filesystem0, ed in Windows con il programma LuaRocks.
Tuttavia LuaTeX viene compilata assieme alla libreria Lua Filesystem, così è possibile utilizzarla senza che si debba installare esplicitamente.

Le funzioni della libreria lfs sono riportate nel manuale disponibile on-line su questo sito, e sono tutte memorizzate nella tabella lfs. Per i nostri scopi utilizzeremo la funzione currentdir(), che restituisce il path della directory corrente, sempre che non ci siano errori.

Riporto il codice di un sorgente LaTeX da compilare con lualatex che conterrà il percorso dello stesso file sorgente, ma che funziona solo con Linux come spiegherò fra poco.

% funziona per Linux
\documentclass{minimal}

\newcommand{\curdir}{%
   \directlua{tex.sprint(lfs.currentdir())}
}

\begin{document}
\curdir
\end{document}

Il post non vuole altro che segnalare quanto compiti assai complicati e dispendiosi in termini di tempo per trovare una soluzione, siano semplici ed eleganti con lualatex, che si basa sul nuovo motore di composizione ancora in fase di sviluppo LuaTeX.

Ed è per questo che è stata riportata la soluzione per Linux, perché quella per Windows è leggermente più complicata: occorre sostituire nel percorso del file il carattere backslash perché se il percorso della directory corrente entra così com’è nel flusso di token, verrà interpretata come una serie di comando che produrranno un errore.

Nei file system di tipo Unix, il carattere che separa i nomi è la slash e non ci sono quindi problemi. In Window se per esempio il path della directory di lavoro è “C:\Documenti” corrisponderà ai caratteri C: seguiti dalla macro \Documenti, un bel inconveniente.

Ecco il codice per Windows (e che funziona perfettamente anche in Linux perché il path rimarrà immutato). Nel codice dovendo inserire il carattere di escape del motore di composizione se ne evita l’effetto utilizzando la macro primitiva string.

% funziona anche in Windows
\documentclass{minimal}

\newcommand{\curdir}{%
    \directlua{
    require "lfs"
    local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
              [[\string\]],
	      [[\string\textbackslash ]])
   tex.sprint(cd)}
}

\begin{document}
\curdir
\end{document}

Rovesciare il punto di vista

Il comando \curdir così come l’abbiamo definito ha un difetto di efficienza: ogni volta che lo eseguiamo, con la libreria lfs determina la directory corrente, ovvero qualcosa che in realtà conoscevamo dalla prima chiamata alla macro.
Se per esempio nel documento il percorso del file viene inserito a piè di pagina, avremo tante chiamate a lfs.currentdir() tante quante sono le pagine stesse, ma se rovesciassimo il punto di vista sfruttando proprio il problema del backslash?

Nel seguente codice, completo per la compilazione con lualatex, si esegue la funzione per determinare il path e poi si inserisce nel flusso dei token che saranno “digeriti” dal motore tipografico, la definizione di una macro che espande semplicemente al path stesso.
In questo modo, la funzione di libreria viene chiamata solo una volta, mentre nel documento l’autore si troverà una macro standard, espandibile ed efficiente.
Per prima cosa, ho racchiuso il codice Lua in un blocco do … end, per eliminare dalla memoria qualsiasi variabile, poi ho memorizzato per comodità in una variabile stringa chiamata bs il carattere di backslash.
La definizione di una macro che espande al path è: \def\curdir{valore del path}, così è sufficiente chiamare la funzione tex.sprint() con l’equivalente del comando, utilizzando l’operatore di concatenazione delle stringhe di Lua sintatticamente definito da due punti .. .

\documentclass{minimal}

\directlua{
    do
       require "lfs"
       local bs = "\string\\"
       local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
              bs,
	      bs.."textbackslash ")

       tex.sprint(bs.."def"..bs.."curdir{"..cd.."}")
    end
}

\begin{document}

\texttt{\curdir}

\emph{\curdir}

\curdir

\curdir

\curdir

\end{document}

Saluti ed Auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo!!!

Gli editor che utilizzo


Mi sono accorto che sul pc dell’ufficio ho installato nel tempo un numero consistente di editor, ovvero di quei programmi che permettono di editare file di testo in cui, sostanzialmente, ogni byte corrisponde ad un carattere secondo una codifica.

I file di testo sono essenziali in molte situazioni, dai file di configurazione di sistema, ai file sorgenti dei programmi, dalle pagine web (il formato html è un formato testuale), allo scambio dei dati tra sistemi diversi (database e backup in particolare).

E vediamoli questi editor

SciTE: uno dei migliori è SciTE, Scintilla Text Editor, ed il momento in cui lo installai per la prima volta si perde nella notte dei tempi.

Notepad++: adatto per scrivere codice praticamente in qualsiasi linguaggio di programmazione esistente

PSPad: editor micidiale per leggere file difficili, PSPad è veramente un duro.

LeD: quest’editor aiuta nella stesura di sorgenti LaTeX. Per ora lo tengo ma non lo uso praticamente più a favore di editor più snelli e forse più stabili.

TeXMaker: se devo comporre un sorgente LaTeX d’impegno intermedio uso TeXMaker, o il suo fratellastro TeXMakerX. Sono due coltellini svizzeri giusti per compiti medi.

TeXWorks: progettato per abbassare la soglia d’ingresso al mondo TeX, questo editor è utilissimo nella correzione finale delle bozze di documenti importanti redatti con LaTeX oppure con ConTeXt. Consente infatti la ricerca diretta ed inversa tra pdf e sorgente, rendendo immediate le modifiche di finezza.

Insomma, sul mio sistema Windows sono installati ben sette diversi editor, mentre sulla mia Linux box?

Be’ Linux, come tutti gli altri sistemi derivati da Unix, è la patria degli editor. Magari contare quelli che uso su Ubuntu sarà oggetto di un altro post e non mancherebbero le sorprese…

Alla prossima. Ciao.

TeX Live su Windows 7


Cos’è TeX Live

TeX Live è una distribuzione TeX, ovvero un sistema per installare, gestire, aggiornare quella vastissima collezione di software che costituisce TeX e derivati, compreso i formati LaTeX, ConTeXt, XeTeX, e che permette di ottenere i risultati tipografici eccellenti che ammiriamo un po’ in tutti i campi, in matematica come nella musica, nella grafica vettoriale come nella gestione delle figure mobili.

… il tutto con licenza libera!

Procurarsi il file d’installazione di TeX Live

Il punto di partenza è come sempre l’home page di TeX Live ospitata dal TeX User Group a questo indirizzo, ed in paricolare la pagina downloading over the net.
L’installazione per Windows prevede il download del file install-tl.zip. Naturalmente è buona cosa leggersi la documentazione di install-tl, e quella di TeX Live.

Configurare l’installatore

Bene, dopo aver scompattato il file appena scaricato, per aprire la porta al mondo TeX è sufficiente fare doppio click sul file install-tl-advanced.bat, che con un brivido di emozione farà apparire il dialogo di configurazione visibile nell’immagine qui sotto.

TeX Live Install Dialog

TeX Live Install Dialog

TeX Live Install Dialog

Consiglio il dialogo avanzato piuttosto che la wizard (avviata dal file install-tl.bat), perché è possibile configurare in dettaglio l’installazione di TeX Live 2009. Basta scegliere uno schema predefinito premendo il primo pulsante in alto, diciamo lo medium scheme, modificare eventualmente il set d’installazione con il secondo pulsante relativo alla collezione base (aggiungerei senz’altro i pacchetti di pstricks), e scegliere con il terzo pulsante quali lingue si intendono usare.

Base collection selection dialog

Base collection selection dialog

The languages collection

The languages collection

Controllate anche le altre opzioni, per esempio quella che riguarda l’installazione dell’editor TeXWorks (e non c’è nessun motivo per non farlo visto che consente agevolmente la ricerca bidirezionale tra sorgente e pdf di output).

Importante: Se volete che la distribuzione possa essere eseguita da tutti gli utenti accreditati su Windows 7, basta lanciare install-tl-advanced.bat come amministratore, scegliendo “Esegui come amministratore…” dal menù contestuale attivato dal click destro sul nome del file.
Importante: È facile anche selezionare un particolare mirror CTAN di download nel caso che quello di default scelto in automatico dal server principale si rivelasse troppo lento. L’installatore va lanciato da linea di comando con l’opzione -repository <url>, per esempio (in Windows 7 la finestra di comando si trova nel gruppo Accessori), ed in questo caso l’opzione admin è attiva per default (al contrario aggiungere l’opzione –non-admin):

>install-tl-advanced -repository ftp://ftp.snt.utwente.nl/pub/software/tex/systems/texlive/tlnet

Bene adesso siete pronti per avviare il download di TeX Live.

Download now!

Con la regolazione fine dei pacchetti da installare la quantità di dati da scaricare si può ridurre di molto. Al termine del download lanciamo tlmgr, lo script di gestione della distro, dovreste poter vedere una cosa simile a questo screenshot:

tlmgr in action

tlmgr in action

Conclusioni

Installare  Tex Live 2009 in Windows 7, non presenta particolari difficoltà. Non rimane che augurarvi il classico: Happy TeXing!!!

Dalla Pretesting alla TeX Live 2009


Ciao a te,
con l’arrivo della versione ufficiale della TeX Live 2009, l’11 novembre scorso, la versione Pretesting resa pubblica a scopi di test e feedback, ha perso i suoi repository.

Gli utenti che hanno installato la TeX Live Pretesting cosa devono fare?
La risposta è moooolto semplice e non è installare tutto da zero, ma basta rilocalizzare il repository!.

Dalla TeX Live Pretesting alla 2009 senza passare dal VIA!

Dunque, intanto sistemate sul Desktop in modo che stia comoda, una finestra di console (che abbiate a che fare con l’Explorer di Windows o con il DE di Linux è la stessa cosa).
Possibilmente sorseggiando un buon te, selezionate il mirror CTAN di cui vi fidate per esempio ftp.snt.utwente.nl con il comando (servono i diritti di root):

tlmgr option repository ftp://ftp.snt.utwente.nl/pub/software/tex/systems/texlive/tlnet

From TeX Live Pretesting to TeX Live 2009

From TeX Live Pretesting to TeX Live 2009, tlmgr command

Benvenuti nella TeX Live 2009!!!

Da LaTeX a PDF passando per postscript


I passaggi tradizionali per ottenere il file PDF a partire dal sorgente LaTeX consistono nella compilazione con latex, la conversione del file dvi risultante al formato postscript e finalmente la seconda conversione al pdf.
La sequenza dei comandi da impartire da finestra di comando è :

  1. latex nomefile.tex
  2. dvips nomefile.dvi
  3. ps2pdf nomefile.ps

Di solito si ottiene direttamente il pdf dal sorgente LaTeX per mezzo di pdflatex, ma a volte è necessario passare per il driver dvips per esempio se il nostro documento contiene disegni di pstricks.

Sotto Windows la procedura si può abbreviare utilizzando un file batch ovvero un file contenente istruzioni nel formato DOS con estensione .bat. Alla fine vedremo questo file batch come se fosse un comando da utilizzare così:

>lapdf nomefile

il nome del comando è una specie di contrazione della sequenza dei comandi che cominciano con latex e finiscono con il pdf, mentre l’argomento deve essere il nome del sorgente latex senza estensione.

Adesso manca solamente il contenuto del file .bat (supponiamo che sia necessario una sola compilazione LaTeX). Ecco il mini listato:

@echo off
rem compila un sorgente LaTeX
rem e compie le conversioni a pdf

set filename=%~n1

latex "%filename%.tex"
dvips "%filename%.dvi"
ps2pdf "%filename%.ps"

Per il momento il file batch si deve trovare nella stessa posizione del file sorgente, ma non è detto che lo script non possa essere reso più intelligente.

Per provare lo script copiate in un file .tex questo codice preso dalla galleria di esempi del sito di pstricks ospitato dal TUG (Tex User Group), e date il nome del file senza estensioni in pasto al nostro lapdf.

\documentclass{article}% voss 2007-02-27

\usepackage{pst-node,multido}
\SpecialCoor

\def\colA#1{\ifcase#1red\or magenta\or yellow\or cyan\or green\or blue\or gray\fi}
\def\colB#1{\ifcase#1blue\or gray\or red\or magenta\or yellow\or cyan\or green\fi}
\pagestyle{empty}

\begin{document}

\begin{pspicture}(-3,-3)(3,3)
\multido{\rA=90.0+51.429,\nA=0+1}{7}{%
\Cnode*[linecolor=\colA{\nA}](2.5;\rA){\nA2}
\Cnode*[linecolor=\colB{\nA}](1.25;\rA){\nA1}
\ncline{\nA2}{\nA1}}
\multido{\nA=0+1,\nAA=1+1,\nB=3+1,\nC=4+1}{7}{%
\ncline{\nA2}{\nAA2}\ncline{\nA1}{\nB1}\ncline{\nA1}{\nC1}}
\ncline{62}{02}
\end{pspicture}

\end{document}

Ciao.

TeXLive 2009 Pretesting


Nota

Questa guida si riferisce alla versione TeX Live 2009 Pretesting, quindi pur rimanendo essenzialmente valida anche per la versione stabile di TeX Live 2009, riporta link non più attivi ai mirror che hanno supportato la fase beta testing della distribuzione.

TeXlive 2009 pre-testing

Da pochissime ore è possibile installare la nuova versione di TeXLive 2009 da questo indirizzo web del TeX User Group internazionale.

Nella sezione di Download della pagina segnalata è possibile raggiungere l’elenco dei mirror da cui è possibile scaricare i file d’installazione per le varie piattaforma supportate. Ho effettuato la procedura senza intoppi su un sistema Windows XP e le prime compilazioni di test.

Impressione positiva

Il modulo tlmgr sembra migliorato rispetto alla versione precedente ed i file binari sono tutti correttamente posizionati e pronti per le compilazioni dei sorgenti LaTeX. In più ci ritroviamo piacevolmente installato TeXworks, un nuovo editor specializzato per LaTeX nato per abbassare la soglia d’ingresso al mondo TeX da parte dei nuovi utenti.

Guida all’installazione su Windows XP

Dai mirror disponibili scegliamone uno europeo, per esempio quello francese e scarichiamo il file install-tl.zip, che scompatteremo in una cartella a piacere. A questo punto si apre una finestra di comando dos e si posiziona il prompt con il comando cd nella cartella appena creata (se la cartella si trova sul Desktop daremo un cd Desktop/install-tl).

A questo punto il comando da impartire nella finestra è:

install-tl --location http://texlive.guiling.fr/

A questo punto una wizard d’installazione elementare vi chiederà alcune informazioni dopo le quali partirà il download. Con questa wizard d’installazione non è possibile parzializzare TeXLive2009 che quindi verrà installata tutta (oltre 1GB di dati verranno copiati sul vostro hard disk con un tempo di download che si aggira intorno all’ora e mezza).

Non rimane che cominciare la sperimentazione di TeXLive2009.

Happy TeXing!

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